
La Corte di Giustizia Europea, esprimendosi sulla controversia che ormai da molti anni contrappone il Sig. Elio Fiorucci all’azienda giapponese...
Quotidianamente, il fenomeno della contraffazione registra i duri colpi portati dalle autorità di polizia, in...
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Il servizio di pubblicità a pagamento di Google, denominato AdWords, che consiste nella vendita agli utenti di internet di parole chiavi, tra cui anche i nomi di marchi, per ricerche mirate, ha scatenato molte polemiche, alcune delle quali sono sfociate in vere e proprie azioni legali nei confronti del più grande motore di ricerca web. Le controversie sono sorte prevalentemente perché Google, attraverso il proprio servizio, vende parole chiavi senza effettuare delle verifiche sull'acquirente. Invero ha dichiarato che a Google non può essere impedito di vendere le parole anche se corrispondenti a marchi, siano essi più o meno notori, ma che lo stesso motore di ricerca deve essere considerato responsabile nel caso in cui il servizio AdWords venisse utilizzato per prodotti contraffatti o comunque illegali. Il predetto parere desta non poche perplessità. Sembrerebbe infatti che chiunque possa acquistare le parole chiavi corrispondenti anche ai marchi altrui e sfruttarle per i propri fini, contravvenendo però a quanto previsto dal Codice della Proprietà Industriale, secondo cui lo sfruttamento del marchio è una prerogativa del solo titolare dello stesso. |