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Contraffazione un male per l’economia

Come più volte sottolineato nei precedenti articoli, la contraffazione è un fenomeno in continua crescita ed in continua evoluzione.
Le dimensioni si fanno sempre più importanti, se si pensa che il giro di affari (stimato) dei network internazionali del falso, si aggira intorno ai 250 miliari di euro, circa il 7 % del commercio internazionale.

Ciò che preoccupa ancora di più e che le industrie asiatiche del falso, avendo trovato numerosi ostacoli per la commercializzazione diretta dei propri prodotti falsi in Europa, sono corse ai ripari costituendo società ponte in Turchia, Marocco, Egitto e Siria in grado di gestire i flussi di merci destinati al bacino del mediterraneo.
Le società asiatiche ricerebbero poi dalle società di comodo i proventi attraverso la rete, poco controllabile, del “money transfer”.

L’Italia attualmente è un paese molto attivo nella lotta alla contraffazione, prova ne è il fatto che gli snodi portuali più attivi per il traffico di merce contraffatta, non sono più quelli italiani, Napoli su tutti, ma quelli nord europei, tra cui Rotterdam, Anversa ed Amburgo.
Questo ulteriore dato rappresenta un chiaro segnale della necessità che la lotta alla contraffazione debba essere combattuta non solo da ogni paese singolarmente ma anche direttamente dalla Comunità Europea.

Rivolgendo infine uno sguardo alla capitale, si apprende che le false griffe a Roma varrebbero circa 1,5 miliardi di euro  (fonte: Sole24ore), pari al 20% del mercato del falso in Italia.  
Ciò accade in quanto Roma rappresenta un grande centro di smistamento delle merci ed un bacino di acquirenti dalle dimensioni ragguardevoli (tra questi sono molti i turisti).
Un dato così significativo ci porta a comprendere come mai nella sola capitale, circa 4 mila attività, nel solo anno 2009, abbiano chiuso…

 
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