
La Corte di Giustizia Europea, esprimendosi sulla controversia che ormai da molti anni contrappone il Sig. Elio Fiorucci all’azienda giapponese...
Quotidianamente, il fenomeno della contraffazione registra i duri colpi portati dalle autorità di polizia, in...
| Denominazione d’origine per i paesi extra UE |
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Proprio in questi giorni, la Commissione Commercio Internazionale dell’Europarlamento, ha approvato la bozza di regolamento che obbliga l’apposizione dell’indicazione del paese di origine ad una moltitudine di prodotti importati da paesi non-europei. I prodotti oggetto della riforma appartengono alle seguenti categorie merceologiche: tessile, abbigliamento, calzature, ceramica, oreficeria, viti, bulloni coltelleria e vetro. Si tratta di una lista di prodotti che in futuro, previa approvazione del parlamento e del consiglio, potrà essere ampliata. Il regolamento avrà una durata di 5 anni e potrà essere prorogato o modificato. Con tale riforma, vi sarà una maggiore trasparenza delle informazioni sui prodotti ed i consumatori godranno di un’ampia tutela nell’effettuare gli acquisti. Non solo, una maggiore trasparenza permetterà una forte diminuzione della commercializzazione dei prodotti contraffatti, a vantaggio di molte aziende europee che, vedendo crescere le richieste d’acquisto, ed aumentando la propria produzione, dovranno assumere altro personale. L’auspicio è che una riforma di tale portata, fondamentale per mantenere sana ed integra parte dell’economia dell’Europa, debba essere ultimata nel minor tempo possibile, viepiù se si pensa che gli Stati Uniti e la Cina, applicano già da molti anni, sui propri territori, norme sulla denominazione d’origine per manufatti provenienti dall’estero. |