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In Italia vita dura per i siti che violano il copyright

In Italia vita dura per i siti che violano il copyright
Febbraio-2010

La Cassazione, con la sentenza n. 49437 del 2009, ha stabilito che i siti stranieri che offrono contenuti che violano il copyright tramite il peer-to-peer possono essere direttamente sequestrati dall'autorità giudiziaria.
Secondo la predetta decisione, l'autorità giudiziaria avrebbe il potere inibitorio di ordinare ai provider dei servizi peer to peer con file torrent, di precludere l'accesso alla rete informatica di internet e ciò al fine di impedire la prosecuzione della violazione del diritto d'autore.
Si tratta di un potere esercitabile anche in via d'urgenza.
La Corte Suprema ha indicato che detto potere dovrà essere usato con «proporzionalita» in modo che non sia leso il diritto alla libertà di pensiero sancito dalla Costituzione.

La decisione ha riguardato il caso del ricorso presentato dalla Procura di Bergamo contro il no al sequestro di Pirate bay deciso dal Tribunale di Bergamo, il 24 settembre 2008, nel procedimento penale contro i quattro gestori svedesi del sito.

In conclusione la sentenza ha statuito che il giudice potrà disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell'attività penalmente illecita di diffusione nella rete Internet di opere coperte da diritto d'autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione internet escludano l'accesso al sito al solo fine di precludere l'attività di illecita diffusione di tali opere.

I responsabili di Pirate Bay sono stati così condannati.

 
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