In primo piano

Tutela del nome come “marchio”
Settembre-2011

La Corte di Giustizia Europea, esprimendosi sulla controversia che ormai da molti anni contrappone il Sig. Elio Fiorucci all’azienda giapponese...

Leggi tutto...

Quando contraffazione è sinonimo di tossicità e pericolo per la salute
Marzo-2011

Quotidianamente, il fenomeno della contraffazione registra i duri colpi portati dalle autorità di polizia, in...

Leggi tutto...

Sul prodotto l’etichetta che sarà…

Tema di strettissima attualità in ambito commerciale e viepiù anche economico è quello del contenuto dell’etichetta apposta sui prodotti commerciali.
Attorno a questo argomento si sono svolti numerosi incontri sia in ambito nazionale che internazionale.
Invero recentemente è stata approvata dalla Commissione Agricoltura la legge sull’etichettatura di origine degli alimenti.

Oltre alle informazioni già presenti, l’etichetta dovrà contenere l’indicazione del luogo di origine o di provenienza del prodotto e l’elenco degli ingredienti in cui vi sia stata la presenza di Ogm.  

La condivisibile iniziativa legislativa potrebbe però subire una brusca frenata dato che competente in materia di etichettatura di origine dei prodotti è l’Unione Europea.
Il rischio è che la Commissione Europea attivi una procedura di infrazione, come già avvenuto per la legge sul “Made in” Reguzzoni-Versace-Calearo. 

Sempre nell’ambito dell’etichetta, sul fronte “Made in Italy” la complessa normativa è in continua evoluzione.
L’impianto normativo attuale punisce, tramite sanzioni penali, il comportamento di imprese che inducono i consumatori a credere erroneamente che un prodotto sia “Made in Italy”.
Il Codice doganale comunitario stabilisce che nei casi in cui i paesi coinvolti nella produzione siano due o più di due, l’origine è dal paese in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale. Pertanto per poter apporre in etichetta la dicitura “Made in Italy” l’ultima trasformazione sostanziale del prodotto deve avvenire necessariamente in Italia.

Un’ulteriore disciplina riguarda l’indicazione del prodotto come interamente italiano (100% Italiano, 100% Made in Italy etc.). In tal caso, tutte le fasi produttive, compresa la materia prima utilizzata devono essere realizzate in Italia.

Il futuro è invece dato dalla proposta di regolamento che impone l’indicazione di origine alle merci extra-Ue presentato dall’Italia all’UE e che dovrà passare al vaglio di tutti gli Stati Membri…

 
mappa del sito - xml map